26 03 2013

(Inter  Juventus - ti aspettiamo allo stadio Pierfrancesco Miscioscia)

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mezzo MIRACOLO A MILANO

15 03 2013

Mezzo miracolo a Milano. Rimonta quasi perfetta, quasi.  Dopo più di 120 minuti è rimasto il rammarico di non aver dato il colpo di coda finale in una serata magica. Bella prestazione con tanto cuore e grande grinta. Usciamo dall’Europa League con una bella vittoria ma soprattutto a testa alta, altissima. Finalmente, fin dai minuti iniziali, abbiamo visto in campo la voglia di lasciare il segno, di soprendere, si stupire. Recentemente abbiamo assistito a prime frazioni di gioco disarmanti, apatiche, preoccupanti, assurde. L’Inter vista ieri sera era un’altra INTER  rispetto a quella vista contro Tottenham, Bologna, Siena, Fiorentina dove c’era il nulla. Finalmente STRAMA ha messo in campo gli uomini migliori e guarda caso il risultato è stato ottimo ed abbondante. E’ vero, gran parte dei giocatori saranno stanchi domenica contro la Samp ma con qualche rientro, chi ha giocato 120 minuti avrà modo di rifiatare:  Schelotto, Stankovic, Kuzmanovic, Rocchi,Pereira potranno dire la loro e dare del loro. Un plauso particolare a quel ragazzotto croato di 19 anni che ha deliziato i nostri occhi, Mateo KOVACIC. Nonostante la tenera età s’è preso l’Inter per mano e l’ha guidata verso la rimonta dimostrando quelle qualità di regista che tanto servivano al nostro centrocampo. Piedi, testa, tecnica, visione di gioco, grinta, personalità, questo è KOVACIC. Una “standing ovation” anche a quell’ex-ragazzotto di Bari Vecchia che quando tocca palla ti fa amare sempre di più il gioco del calcio, ANTONIO CASSANO detto FAN TANTONIO DA BARI. Avrà il suo caratterino (ognuno di noi ha il suo) ma sta di fatto che con i piedi è una delizia. Ieri sera con una prestazione  straordinaria ha regalato alla platea, gol, assist e classe pura. E Jonathan? ma quando mai l’ avevamo visto così reattivo, attento e preciso?

Questa è la conferma che la squadra c’è e con gli uomini che abbiamo possiamo toglierci soddisfazioni e sassi dalle scarpe. Dobbiamo crederci e crederci ancora perchè gli scarsi sono altri. Possiamo anche perdere ma l’importante è aver giocato fino in fondo la nostra partita con crampi e dolori finali ma almeno ce la siamo sudata.  Noi come il PRESIDENTE dobbiamo ritenerci orgogliosi di prestazioni così avvincenti, prestazioni da INTER!





…MA CHE BEL COMPLEANNO

11 03 2013

105 ANNI di onorata carriera e la sera delle candeline facciamo l’ennesima figuraccia tra le mura di casa. Il buon Bologna, trattandosi di squadra che si deve salvare, ce le suona con un limpido 1 a 0.  I tifosi sono stufi di proclami e rassicurazioni, questo è il momento di risparmiare il fiato e far andare le gambe.

Fin dall’inizio l’ennesimo primo tempo soporifero per i nostri, partita moscia, senza grinta con gli avversari che giocano al tiro al bersaglio. Il secondo tempo, con Cassano, inizia inutilmente un pò più brioso ma visto il pessimo spettacolo e risultato, si chiude con gli inevitabili fischi per Stramaccioni & Co. Parliamo  sempre di terzo posto da raggiungere ma oggi le prospettive sono da centro classifica e via andare. Figuracce come contro Siena, Fiorentina e Tottenham, senza menzionare le altre in ordine sparso, sono disarmanti. I tifosi sono sconsolati, amareggiati,  nauseati, davanti a cotanto scempio. Beffa delle beffe, la partita “servita” come il dolce all’ora di cena dopo aver festeggiato i nostri primi 105 anni; era il 9 marzo 1908 quando nasceva l’F.C. Internazionale Milano.  Veder scendere al Meazza,  in occasione del proprio compleanno, una squadra così scarica ed  in evidente stato confusionale è un peccato imperdonabile.

A fine partita le bordate di fischi all’indirizzo di tutto e di tutti senza riserve. E’ vero che mancano ancora dieci giornate e che può succedere di tutto, ma a quanto pare le carezze non servono a nulla. Possiamo solo immaginare lo stato d’animo del PRESIDENTE; è avvilente cercare di portare avanti la baracca spendendo cifre sempre importanti e vedere sterili frutti. Solo chi ama l’INTER può sopportare una simile situazione!

Oltre al Presidente anche il tifoso che spende i propri soldi per andare allo stadio ha il diritto di divertirsi ed il dovere di rispettare chi gioca, ma lo stesso vale per gli interpreti della partita, e sinceramente da un pò di tempo, di rispetto per lo spettatore nerazzurro, pagante e non, ZERO. 

Non ci sono rimasti che i colori da difendere (sempre)  e quella dignità costruita in 105 anni di partite e trofei che anche di recente hanno semplicemente del LEGGENDARIO. Chiediamo solo un pò di chiarezza, di rispetto per noi ed i nostri colori. Dicono che siamo rimasti “schiavi” di MOU ma al contrario è grazie a lui se le pillola che mandiamo giù ad ogni partita è meno amara….  

La stagione non è finita e tempo per rimediare ce n’è ma non vorremmo arrivare troppo tardi alla fase del risveglio.

 Noi siamo sempre per l’ F.C. INTERNAZIONALE e non molleremo mai……   

 





6 03 2013

(Inter  Bologna - ti aspettiamo allo stadio Pierfrancesco Miscioscia)





DOUBLE FACE

5 03 2013

Finalmente una vittoria in trasferta. Finalmente una vittoria di carattere su un difficile campo e contro la squadra più in forma del Campionato. Al Cibali si passa per 3 a 2 dopo essere stati sotto 2-0 nel primo tempo. Grande Rodrigo Palacio con la sua doppietta e bravo Alvarez che dopo un anno è tornato a segnare. I ragazzi dopo un primo tempo disastroso sono riusciti a ribaltare umori e pronostici e chi poteva non mancare quando c’è da tirare fuori l’orgoglio? Il Drago, Deki,  Dejan Stankovic, un grande, un lottatore. La sua grinta, la sua rabbia sono sempre preziose e si sente!

Un altro leone della vecchia guardia e ad averne “bolliti” come lui è CUCHU Esteban Cambiasso. Sarà avanti con l’età ma uno che ama la maglia fino alla fine come lui è roba rara. Non si arrende mai, prende la squadra per mano e la trascina nella battaglia, senza paura. Grande.

Può sembrare banale ma tanto banale non è: Rodrigo Palacio con le sue 9 reti. Lui corre, incita, cade e corre ancora. Il Trenza a Catania ha confermato  quanto di buono riesce a fare quando la squadra gira. Anche senza Fantantonio siamo usciti da uno dei campi più difficili, a conferma come a Torino, che la squadra c’è se entra  con le giuste corde in tensione. Se abbiamo due facce diverse “basterà” usare la migliore. FORZA RAGAZZI FORZA!